La dieta chetogenica è un regime iperproteico, ovvero consiste nella riduzione di zuccheri e carboidrati a favore di alimenti proteici quali la carne. Una dieta a base di bistecche alte 2 dita? Ecco cosa occorre sapere.

In questo articolo:
Cosa sostengono i promotori della dieta chetogenica
Quello che i sostenitori della dieta chetogenica non ti dicono
Chetosi o non chetosi, io voglio perdere peso mangiando bistecche. Quasi quasi ci provo
Sintomi della chetosi
Esistono casi in cui la dieta chetogenica è indicata?
La carne in una dieta bilanciata
L’importanza delle proteine della carne

Cosa sostengono i promotori della dieta chetogenica

Normalmente, il corpo brucia carboidrati e zuccheri, accumulando l’eccesso calorico sotto forma di grassi. Smettendo di assumere zuccheri e carboidrati, il corpo sarà costretto a bruciare grassi per sostentarsi e dimagrirai.

Il principio fondamentale della dieta chetogenica è l’eliminazione della presenza di zuccheri e carboidrati dall’alimentazione, il che porta, necessariamente, a favorire lipidi (i grassi) e soprattutto proteine.

La riduzione del consumo di carboidrati e zuccheri ha lo scopo di forzare l’organismo a ricavare energia da lipidi e proteine, mantenendo nello stesso tempo sotto controllo la concentrazione di insulina (l’ormone che regola il consumo di glucosio) e glicemia del sangue.

Questa dieta diminuisce l’appetito ed è efficace nel perseguimento della perdita di peso. La perdita di peso sarebbe dovuta al maggior consumo calorico necessario alla metabolizzazione dei grassi e delle proteine rispetto a zuccheri e carboidrati. Aiuta inoltre lo smaltimento del grasso, poiché in condizioni normali il corpo privilegia la produzione di energia da parte di carboidrati e zuccheri, lasciando che i grassi si accumulino.

Insomma, il quando sembra idilliaco: 2 bistecche al giorno tolgono la pancetta di torno!

Quello che i sostenitori della dieta chetogenica non ti dicono

La dieta chetogenica è sbilanciata e provoca la chetosi, una condizione tossica per l’organismo.

Il glucosio è l’unica sorgente di energia suscettibile di essere utilizzata dal sistema nervoso centrale (si, il cervello).
In carenza di glucosio, l’organismo nutre il sistema nervoso centrale tramite chetosi e neoglucogenesi.
Entrambi i processi hanno sede nel fegato, sovraccaricandolo. La neoglucogenesi consiste nella produzione di glucosio a partire da alcuni aminoacidi, ma da solo non basta, Entra quindi in gioco la chetosi. Il fegato produce corpi chetonici a partire dai grassi, e questi vengono utilizzati dal sistema nervoso in sostituzione del glucosio.
Il problema coi corpi chetonici, è che questi possono essere considerati scorie tossiche.
Non siamo medici: per i dettagli tecnici riguardanti la chetosi, ti rimandiamo quindi al sito della Fondazione Veronesi.

la capacità di assorbimento dei corpi chetonici da parte del cervello è limitata , e questi tendono ad accumularsi nel sangue.
Reni e polmoni smaltiscono le piccolo quantità di corpi chetonici normalmente presenti nel sangue attraverso urine e ventilazione polmonare, ma il loro accumulo provoca un sovraccarico di lavoro per fegato e reni, con il conseguente aumento del rischio di uremia (presenza di sangue nelle urine) e problemi renali, anche calcoli. Non solo, la chetosi è associata a un eccessivo abbassamento de pH del sangue.

Altri rischi sono la disidratazione, la perdita di elettroliti, carenze di fibre, calcio e vitamine e la gotta.
Un ulteriore ed inaspettato campanello d’allarme riguarda l’attività fisica abbinata alla dieta chetogenica: il senso comune stabilisce che abbinare una regolare attività fisica alla dieta sia la più ovvia delle buone idee, ma in questo caso ci troviamo davanti ad una verità contro intuitiva. Se la dieta chetogenica viene abbinata all’attività fisica, infatti, aumenta ulteriormente il fabbisogno di glucosio e, stimolando la produzione dei corpi chetogeni e acutizzando i rischi già espositi.

Chetosi o non chetosi, io voglio perdere peso mangiando bistecche. Quasi quasi ci provo.

I sostenitori della dieta chetogenica hanno ragione su un solo punto: si perde effettivamente peso. Tuttavia, questa è una dieta che può essere seguita solo per periodi brevi senza rimetterci troppo in salute, e questo significa una sola cosa: finita la dieta dovrai cambiare abitudini, o riprenderai i chili persi in men che non si dica. L’unico modo per perdere peso in modo duraturo, è abituarsi a seguire sempre una dieta bilanciata.

Sintomi della chetosi

La chetosi viene identificata con certezza tramite esami delle urine, del sangue o dell’alito. Se stai seguendo la dieta chetogenica, presta attenzione ai seguenti sintomi associati al processo della chetosi:

  • Bocca asciutta e sete eccessiva
  • Aumento della diuresi
  • Forti emicranie
  • Spossatezza
  • Depressione
  • Alito acetonico
  • Riduzione dell’appetito
  • Stipsi

I valori dei chetoni negli esami del sangue possono essere letti cosi:

  • Sotto 0,5 mmol di chetoni per litro di sangue non è considerata chetosi.
  • Tra 0,5-1,5 mmol/l si parla di chetosi leggera
  • Con 1,5-3 mmol/l la chetosi è definita ottimale
  • Valori di oltre 3 mmol/l, oltre a non essere maggiormente efficaci, compromettono lo stato di salute (soprattutto in caso di diabete mellito tipo 1)
  • Valori oltre 8-10 mmol/l sono difficili da raggiungere con la dieta. Talvolta vengono ottenuti nelle malattie o per mezzo di attività fisica inadeguata; si correlano a sintomi anche molto gravi.

Esistono casi in cui la dieta chetogenica è indicata?

Si, e sono molto specifici.

La dieta chetogenica è utilizzata, e solo sotto stretto controllo medico e in caso di mancata risposta alla terapia farmacologia, per il trattamento dei sintomi associati all’epilessia infantile e il trattamento di alcune patologie metaboliche quali l’iperglicemia e l’ipertrigliceridemia.

La carne in una dieta bilanciata

Quindi niente bistecche alte 2 dita?

Abbiamo parlato dei rischi della dieta chetogenica, ma non vogliamo certo spingere nessuno verso l’estremo opposto. La carne è una parte importante di una dieta sana e bilanciata.
Sull’alimentazione sono stati scritti, non a caso, migliaia di libri e studi scientifici, trattandosi di un tema tanto complesso. Eppure, esiste una semplice regola che riassume molto di quello che occorre sapere per una corretta alimentazione: mangiar di tutto, con moderazione.

La carne rossa, per esempio, è ricca di minerali quali zinco, fosforo, rame e selenio, di proteine ad alta digeribilità e vitamine, fondamentali per le principali funzioni dell’organismo, come la vitamina “A” importantissima per la salute degli occhi, della pelle, delle ossa e per il sistema immunitario. E poi ancora vitamine “B”, “D” e “K”, per non menzionare mioglobina, acido folico e acidi grassi.

Un soggetto adulto in condizioni fisiche normali dovrebbe assumere il 10-15% del suo fabbisogno energetico in proteine, distribuite in 3-4 porzioni di carne nell’arco di una settimana.

L’importanza delle proteine della carne

Abbiamo parlato già dei rischi legati alla privazione di zuccheri e carboidrati, sottolineando così l’importanza di questi nutrienti, ed è opportuno quindi ricordare che una dieta equilibrata deve contenere tutti gli alimenti principali. Tra essi è d’obbligo menzionare le proteine.
Le proteine sono elementi strutturali dell’organismo, essenziali per tutti i processi biologici legati alle funzioni vitali. Esse assolvono un numero incalcolabile di funzioni, costituiscono i mattoni con i quali vengono costruite le cellule sanguigne, muscolari ed ossee, consentono il trasporto dell’ossigeno nel sangue, hanno ruoli fondamentali nel corretto funzionamento dei sistemi nervoso e immunitario.

Mai come quando si parla di carne, è necessario prediligere la qualità alla quantità. Il nostro punto di riferimento per la carne di migliore qualità in Italia è Ital-carni, azienda da sempre attenta a garantire i più alti standard di qualità.

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